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Faccio seguito alla disperata e legittima richiesta di Miletto di qualche buona notizia e ve ne dò qualcuna.
Lo scorso weekend il Venerabile Collegio Inglese di Roma ha aperto i festeggiamenti per i suoi 650 anni. Il primate d’Inghilterra, Nichols, ha celebrato la Messa. Sono intervenute molte personalità dalle varie diocesi inglesi, compreso il Card. Murphy O’Connor.
Un po’ di storia la trovate qui,
oppure, fatta meglio, in inglese qui.
In questa occasione è emerso un dato interessante: il Collegio Inglese ha un boom di seminaristi. Tre anni fa erano venticinque, oggi sono già 38 e non erano mai stati così tanti nell’ultimo decennio.
Il che è in sintonia col dato globale sull’Inghilterra, perché dopo la visita del Pontefice c’è stata una buona crescita delle vocazioni sacerdotali in tutta l’isola: purtroppo ora sul web trovo solo dati di fine 2010 ma so di averne visti di più confortanti ancora.
Pare anche che sia migliorata la frequenza alla Messa.
Sul fronte delle conversioni dall’anglicanesimo, quest’anno è stato varato l’Ordinariato per gli Usa e così si prevedono numerosi rientri, inizialmente un paio di migliaia di anime.
Due considerazioni:
1) l’importanza delle visite papali all’estero è vitale, ma noi ce ne accorgiamo poco perché i media non si affannano certo a raccontarci cos’è successo un anno o due anni dopo in quella Chiesa particolare.
2) Una volta consolidate le conversioni, avremo un serbatoio di testimonianze potentissime sul fallimento dell’esperienza protestante. Immaginate di mandare un ex pastore anglicano con famiglia in Austria a raccontare quanti sacrifici ha fatto per rientrare sotto Roma e quanto la sua chiesa anglicana fosse diventata invivibile. Credo che farebbe passare la voglia a tutti di fare gli spiritosi…